Scopri il Forte

Forte San Giovanni, o Castel San Giovanni, come è anche noto, venne costruito negli anni quaranta del Seicento attorno a una torre medievale adagiata sul Becchignolo, lo sperone roccioso che sovrasta Finalborgo, antica capitale del marchesato Del Carretto (XII secolo-1598), oggi comune di Finale Ligure.

Questa imponente fortezza rappresenta, insieme a quella di Castelfranco, affacciata sul mare, uno degli esempi meglio conservati tra le architetture difensive che vennero costruite dalla Corona spagnola durante il suo dominio sul territorio di Finale (1602-1707).

La sorte di Forte San Giovanni cambiò quando il Finalese passò sotto la sovranità della Repubblica di Genova che a partire dal maggio del 1715 ne demolì la parte settentrionale e avviò la rimozione dell’artiglieria contenuta al suo interno, con l’obiettivo di renderlo inutilizzabile.

A inizio Ottocento, a seguito della caduta della Repubblica ligure e della sua annessione al Regno di Sardegna, la struttura divenne un carcere. Fu in quegli anni che per motivi di sicurezza attorno a tutti gli spazi all’aperto del forte vennero innalzati alti muri per impedire ai detenuti e alle detenute di guardare all’esterno.

Il carcere venne smantellato negli anni che seguirono la prima guerra mondiale e il forte, dopo essere rimasto per lungo tempo abbandonato e in stato di degrado, è stato oggetto di un importante intervento di restauro realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali della Liguria a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso.

I lavori, che hanno comportato anchel’abbattimento degli alti muri del carcere ottocentesco, si sono conclusi nel 1999.

La fortezza è guidata dal 2015 da Musei Nazionali di Genova-Direzione regionale Musei Nazionali Liguria – un istituto del Ministero della Cultura.

Recenti interventi hanno ampliato e rinnovato gli spazi di visita, hanno migliorato le condizioni di sicurezza e contribuito all’efficientamento energetico della struttura.

La collaborazione con il comune di Finale Ligure – sancita da un protocollo d’intesa – contribuisce alla gestione del sito.

Il forte osserva un’apertura stagionale e ospita occasionalmente mostre, concerti, spettacoli teatrali e altri eventi.

Il Forte è raggiungibile a piedi da Finalborgo lungo via Beretta, una strada pavimentata in pietra che porta il nome del suo ideatore, l’ingegnere Gaspare Beretta, che la progettò e realizzò nel 1666 in occasione del passaggio di Margherita Teresa, figlia del re di Spagna Filippo IV, diretta a Vienna per raggiungere il suo futuro sposo, l’imperatore Leopoldo d’Austria.

Il percorso a piedi consente di apprezzare l’articolazione complessiva di Forte San Giovanni, costituito da un recinto bastionato che con i suoi alti muri adagiati sul terreno impervio racchiude i tre fabbricati principali, collegati tra loro da rampe e da scale vertiginose.

Il Fabbricato Nord è quello da cui si accede al Forte. Questo edificio, che si sviluppa su due piani, venne ampliato e trasformato nel Settecento dopo che i genovesi ebbero demolito la parte di forte spagnolo orientata verso la sommità del colle. I ruderi della parte demolita sono ancora visibili proseguendo lungo via Beretta o salendo sulla torre del forte.

La facciata principale del Fabbricato Nord è caratterizzata da una struttura in aggetto sulla quale sono evidenti due scanalature verticali che alloggiavano le catene del ponte levatoio. Oggi un ponte in muratura ad arcate, costruito nella seconda metà dell’Ottocento, sostituisce il ponte levatoio in legno e consente di scavalcare il fossato e di raggiungere l’ingresso.

Il Fabbricato Centrale ha il suo nucleo nella torre medievale di forma pentagonale: una forma molto diffusa nella seconda metà del Duecento per i torrioni di difesa edificati tra Liguria e Basso Piemonte. Risale però al 1390 il primo atto ufficiale noto che cita la torre del Becchignolo.

Alla torre medievale tra la seconda metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento i marchesi Del Carretto addossarono due fabbricati per proteggere la torre dalle armi da fuoco: quello più alto, oggi coperto da un terrazzo panoramico, ha una curiosa forma allungata terminante con due muri curvi, mentre il secondo, più basso e simile a una prua, ricorda nella forma la Torre dei Diamanti di Castel Gavone.

A fianco alla torre, affacciata sul Cortile d’Armi, si trova un piccolo locale che a partire dagli anni venti dell’Ottocento, fu utilizzato come cappella del carcere, destinata alle celebrazioni religiose per i detenuti. La decorazione delle pareti, restaurata di recente, risale ai primi decenni del Novecento. Nella parte inferiore è dipinta una fascia che imita il marmo, mentre nella parte superiore compaiono gigli stilizzati, dipinti con una tecnica – stencil – che permetteva di ripetere lo stesso motivo più volte

Il Fabbricato Sud, affacciato su Finalborgo, è quello posto nel punto più basso, alla base del colle del Becchignolo. L’edificio si sviluppa su tre livelli e si affaccia sulla piazza d’armi, un vasto terrazzo di circa trecento metri quadrati. I primi due piani del Fabbricato Sud vennero costruiti nel Seicento dagli Spagnoli, mentre l’ultimo è stato aggiunto nell’Ottocento, ossia al tempo in cui il forte fu destinato a carcere.

Forte San Giovanni, o Castel San Giovanni, come è anche noto, è il luogo ideale per godere di un’ampia vista sul paesaggio finalese che spazia dalla costa sino all’entroterra lungo le due valli dei torrenti Pora, a Ponente, e Aquila, a Levante.

Le garitte –piccole costruzioni che sporgono dal filo delle mura – e i numerosi terrazzi consentivano di controllare il territorio dall’interno del forte e oggi sono punti di vista privilegiati per osservare il paesaggio e a riconoscere i principali monumenti e i luoghi di interesse del Finalese.

Dalla sala pentagonale della torre e dalla terrazza si ha una visione a 360 gradi sul territorio finalese. A Oriente il panorama si apre sulla valle del torrente Aquila, caratterizzate da alte falesie e molto nota agli appassionati di arrampicata sportiva che frequentano il territorio finalese.

Verso la sommità del Becchignolo e Perti Alta si scorgono alcuni tra i monumenti più importanti del territorio: la torre dei diamanti di Castel Gavone, con il particolare bugnato in pietra di Finale a forma piramidale; il complesso di Sant’Eusebio e infine, in lontananza, la rinascimentale chiesa di Nostra Signora di Loreto, nota come chiesa dei cinque campanili per le guglie in pietra di Finale che si innalzano verso il cielo.

Tutti i monumenti possono essere raggiunti a piedi con circa 15 minuti di cammino in salita, proseguendo dal forte lungo via Beretta.

Numerosi sono i monumenti che emergono dal fitto tessuto dell’abitato di Finalborgo. Si distinguono i grandi volumi dei chiostri dell’antico convento domenicano di Santa Caterina fondato dai marchesi Del Carretto e oggi polo culturale e l’imponente profilo della chiesa barocca di San Biagio e del suo campanile ottagonale, mentre in lontananza la linea d’orizzonte è interrotta a Ponente dal verdeggiante promontorio della Caprazoppa.

PER INFORMAZIONI SUL FINALESE E SUI SUOI MONUMENTI

Nel 2024 il fossato all’ingresso della fortezza è stato piantumato ed è visitabile gratuitamente durante l’orario di apertura: un’area pubblica di circa 100 metri quadrati destinata a turisti e residenti.

Il giardino è riconoscibile come antico fossato e la pavimentazione, che caratterizza così tanto questo luogo, sembra nascere dall’arcata del ponte e sembra scivolare verso valle come l’acqua di una fonte, fino a scavalcare il parapetto delle mura per collegarsi idealmente col paesaggio circostante. Appoggiata al terreno non lo trasforma, è come una passerella sospesa; realizzata con legno proveniente da riforestazione certificata, segue i profili del forte e ne diventa parte integrante, come se fosse sempre esistita.

È un giardino degli ospiti perché è un luogo di tutti. Puoi leggere o ammirare il panorama, ascoltare una conferenza o imparare a conoscere le piante, puoi riposare e conversare. Gli spazi fruibili del Forte risultano ampliati con questa nuova area che contemporaneamente è esterna ed interna, gratuita e aperta a tutti e al contempo dentro alle mura; uno spazio fortificato e ora aperto al paesaggio.

Un giardino che anche se chiuso, con la pavimentazione rompe i confini per riunirsi al contesto. Un ponte verso l’ambiente per diventarne parte integrante: alcune delle specie botaniche scelte sono le stesse che si incontrano lungo il cammino per raggiungere il Forte, e ne celebrano la bellezza annullando le differenze tra dentro e fuori. Specie proprie della macchia mediterranea dialogano con specie perenni dalla lunga fioritura per gli insetti pronubi che sono quelli responsabili dell’impollinazione dei fiori e presto saranno contaminate dai semi che naturalmente arriveranno, creando un equilibrio di colori e forme con l’intorno.

L’albero di fico, abitante del luogo da tempo, è il protagonista del giardino e dialoga con quello del piano superiore creando un collegamento visivo.

Il Giardino – Conosci le piante del giardino?